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Dal 1500 al 1600

di Venerdì, 31 Gennaio 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 03 Marzo 2014

Primi decenni dopo il 1500

Va ricordato anzitutto che il quel tempo l'Alta Rendena comprendeva i paesi di Giustino, Massimeno, Vadaione, Pinzolo, Baldino e Carisolo i quali, pur formando ciascuno una comunità autonoma, avevano ancora una parte dei beni indivisi, residuo della comunità ancora indifferenziata esitente prima del Mille.

Sulla base di tale situazione circa l'anno 1500 o poco dopo, questi paesi ottennero di formare anche sul piano religioso una comunità autonoma che fu chiamata "Curazia di Sopracqua".
Pur portandosi per le ss. Funzioni ora in un paese, ora nell'altro ( non esclusa due volte all'anno Mavignola che era un gruppo di masi), gli abitanti delle sei comunità elessero un centro o una sede ufficiale per la nuova curazia. La designazione cadde su Pinzolo che rifiutò, in seguitò a ciò su Giustino.

1510-1520

Mentre tutta la valle attraversava un periodo di particolare fervore artistico - religioso legato al nome dei Baschenis (Dionisio, Angelo, Cristoforo, Simone), quasi tutti ancora gravitanti entro il mondo spirituale del Medioevo, ecco a Giustino l'improvvisa irruzione di un' arte del tutto nuova, importata da un bresciano che, libero da ogni impaccio col passato, si ispirava ai principi a ai moduli espressivi dell'incipiente rinascimento: è Maffeo Olivieri (1484 - 1543), autore dell'ancona della chiesa di s. Lucia in Giustino. Tale opera dovette suscitare discussioni ben immaginabili per l'evidente contrasto tra questo stile nuovo, compiacente verso una certa mondanizzazione del sacro, e l'aria devota dell'ambiente tradizionale che dimenticava e in certi casi perfino disprezzava l'umano a vantaggio del trascendente e dello spirituale. E' certo comunque che in Val Rendena, salvo rare eccezioni, il Rinascimento, per quanto riguarda le arti figurative, fu pressoché scavalcato, lasciando un vuoto che collega il gotico col Sei - Settecento.
Oscillante la datazione dell'ancona che comunque si aggira entro il decennio sopra indicato.
L'autore, assai lodato dai critici d'arte di ieri e di oggi, è conosciuto nelle Giudicarie anche per la stupenda ancona di Condino oltre che per pregevoli opere che ornano le chiese di Tione, Ragoli e Mondrone (oggi Preore), ove egli era titolare di una bottega di intaglio.
Stupenda la figura della Vergine che però evidenzia più le perfette fattezze muliebri di una gran Signora, che non l'atteggiamento devoto ed ispirato che solitamente il popolo ricerca nelle immagini sacre. E tuttavia riesce convincente e avvincente il contemplare il ricco trono, l'ampio e dovizioso panneggio e la famosa nicchia coperta da una semicupola a spicchi, che esalta la figura di questa Madre incoronata, vera Sovrana del Cielo e della Terra. Da notare poi nella cimasa il gruppo della Pietà, mentre in basso i santi Rocco, Sebastiano, Vigilio e Antonio, inseriti in nicchie con belle colonnine, continuano la tradizione di culto qui mai interrotto.
L'opera che negli atti di una visita pastorale è definita "la migliore di tutta la valle", testimonia fra l'altro l'accresciuto livello di benessere economico caratteristico di quel secolo e insieme l'importanza sociale della chiesa di S. Lucia che proprio in quel periodo assunse al ruolo di centro o sede della Curazia di Sopracqua.
L'ancona, compromessa da restauri posteriori, fu ridata al suo primitivo splendore nel 1977.

1535

Il canonico Giovanni Tisi, distintosi per le sue capacità e i servizi resi nel campo della diplomazia, fu insignito di particolari privilegi da parte dell'imperatore Ferdinando e successivamente del vescovo Madruzzo.

1536

La chiesa quattrocentesca di chiara ispirazione gotica riceve l'impronta prestigiosa del pennello di Simone Baschenis che orna l'interno del presbiterio e del coro, nonché la parete esterna meridionale. Su quest'ultima, secondo l'Alberti, sarebbero stati dipinti i temi della Danza macabra e dei peccati capitali, già dal pittore delibati a Carisolo e Caderzone, e che avrebbero toccato il vertice dell'espressione artistica nel 1539 sulla chiesa di s. Vigilio a Pinzolo.

1590 - 92

Ormai da tempo la chiesa di S. Lucia, centro riconosciuto della cura d'anime di tutta l'alta valle (Sopracqua), necessitava di un ampliamento che finalmente fu eseguito negli anni 1590 - 1592. In tale occasione fu prolungata la navata, sacrificando purtroppo le vecchie superfici murarie, già affrescate nel 1536 da Simone Baschenis.
Grande fu il rammarico di così precoce distruzione di una opera d'arte che doveva testimoniare il passaggio di Simone dalle prime esperienze giovanili (Carisolo) ai capolavori della piena maturità (Pinzolo e Javrè).

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