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Storia

di Venerdì, 31 Gennaio 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 03 Marzo 2014

Storia

1903

Sono poche le filodrammatiche di paese che si dimostrarono capaci di superare la grande crisi degli anni 1960 - 70. Tra queste vi è quella di Giustino che fu fondata nel 1903 e che dopo 60 anni di attività fu insignita della medaglia d'oro del Presidente della Repubblica.

1816

Le cronache Alberti segnalano tale anno come uno dei più difficili per l'economia del paese. Tale sventura fu interpretata come un castigo mandato da Dio per l'aberrazione di molti che si erano lasciati sviare dalle idee rivoluzionarie importate dalla Francia.

1728

"L'incendio di s. Pietro d'Alcantara" (19 ottobre) scoppiato alle porte dell'inverno, quando le case erano seppe di fieno, paglia e derrate alimentari, ridusse alla miseria più nera la popolazione di Giustino. Al danno economico si aggiunse quello culturale - organizzativo: molte carte, documenti, registri ecc. furono inceneriti nel grande rogo.

1630

La peste che infierì in tutta la Valle, provocò a Giustino un numero particolarmente elevato di decessi che secondo don Viviani (1632) furono non meno di 147.  

Primi decenni dopo il 1500

Va ricordato anzitutto che il quel tempo l'Alta Rendena comprendeva i paesi di Giustino, Massimeno, Vadaione, Pinzolo, Baldino e Carisolo i quali, pur formando ciascuno una comunità autonoma, avevano ancora una parte dei beni indivisi, residuo della comunità ancora indifferenziata esitente prima del Mille.

1454

Si attuò un ampio rifacimento della chiesa che precedentemente non doveva essere altro che una modesta cappella della cui esistenza si hanno testimonianze fin dal 1212.

1357

Furono compilati e il 16 aprile approvati da tutta la popolazione gli statuti comunali che in 35 capitoli regolamentavano la vita sociale del paese con diritti e doveri sia civili che religiosi.

L'organizzazione patrimoniale della Val Rendena nei secoli anteriori al Mille fu probabilmente molto semplice, spontaneista e indifferenziata.